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C'era una svolta il gf4

"Sono una drogata di televisione, non puoi capire...", sussurra Serena in crisi mistica e orgasmo multiplo mentre lo sguardo fisso e inquietante di una delle più grandi pusher dell'etere la penetra da vicino, da troppo vicino. Provate voi ad avere piantati addosso a meno di un metro di distanza gli occhi piccoli e immobili del vostro spacciatore quotidiano di illusioni televisive, gli occhi senza espressione di una donna-uomo vestita occasionalmente da donna per sembrare più buona e meno pericolosa.

Avreste la faccia di Serena, la stessa espressione, tossicamente dipendenti, disposti a fare ogni cosa.

La Signora Mangiafuoco è andata a prendere la vincitrice, a farle capire che niente sarà più come prima, rimanere se stessi non è permesso.

Ha vinto Serena dunque, guardatela bene ora, ricordatevela così, sovrappeso e genuina, allegra e normale.

Nessuno dentro al sedicinoni può opporsi alla mutazione, è scritto nel contratto, è previsto da un lavoro certosino di distorsione di identità, di determinazione dei ruoli, di omologazione e addomesticamento di tutto e tutti, con priorità elevata per quelli apparentemente più normali.

Ha vinto Serena, una di noi, una come tanti, una che l'anno scorso era di qua e mandava sms da far scorrere in sovraimpressione su sky, una nè bella nè brutta, tanto simpatica da risultare quasi antipatica, una che ha vissuto una favola ed è pronta alla svolta decisiva, una che a furia di drogarsi di tv è caduta nella sostanza proibita ed è diventata come Obelix, marchiata per sempre, televisione fatta persona.

Domani potrebbe accadere ad altri.

Questa favola, intanto, è finita così.

INTRO

La buona notizia è che PierFida ha formalmente terminato qui la sua avventura col GF e nonostante cerchi per tutta la puntata di tenere alta l'aspettativa per l'inutile trasmissione celebrativa del prossimo giovedì, quello odierno rappresenta il capolinea di due anni di sciagurata conduzione.

La cattiva notizia è che ancora per almeno quattro ore ci sarà lei.

Dopo aver strizzato a fatica l'occhio verso il faro che tradizionalmente le abbronza il @#%$, PierFida, infilata in un capodannesco vestitino rosso e ispirata da una settimana di frequentazioni vintage con Tommy, decide di affidare al @#%$ la propria immagine definitiva.

E' proprio di @#%$, difatti, che la D'Urso sbuca dal faro dell'occhio-logo ignorando tuttavia che, come sempre ricorda il saggio Tinto in fase di casting, a posteriori non si può mentire perchè è dal @#%$ che meglio da qualsiasi altro particolare si intuiscono talenti e personalità.

Neanche questa trovata cancellerà dunque ore ed ore di arrogante incapacità, tracotanza trash e ascanica superbia, vezzi e modi che han fatto di PierFida un insostenibile pilastro di quella lobby costanzica che settimana dopo settimana sta facendo di tutto per togliere dignità financo al trash più sano, più puro, più migliore assai di più.

Non è un caso quindi che nella suite ci sia la Signora Mangiafuoco che con accento batrace e movenze maldestramente impacciate, passeggia su tacchi da donna e parla piano. "Io sono una tua grandissima fan" le ricorda più volte PierFida cercando di ingraziarsela per un ingaggio da postina, una sedia intorno alla tavola domenicale del marito o un provino da ballerina con Stiv Lascians.

La signora Mangiafuoco sorride, poi ghigna pensando alle potenzialità di triangoli erotici da rinfrescare per il gossip.
Nel tugurio invece c'è Victoria Silvstedt che scopa per terra.

La bionda svedese mette tre metri di coscia, 8 chili di silicone e due chiappe pantagrueliche nello stesso vestito della D'Urso, rendendo palese come gli stessi interventi di chirurgia plastica abbiano generato nelle due donne esiti profondamente diversi.

La prima novità comunicata dalla presentatrice è di natura strutturale e volta ad ufficializzare come anche a Mediaset sia necessario stringere la cintura; invece di un dirigibile con faccione elettorale o di un paracadutista palestrato con telecamera digitale viene difatti riciclata l'altissima gru inaugurata l'anno scorso.

Con un grandangolo eccessivo, una telecamera riprende da lassù il tramonto del Tuscolano, due corsie del Raccordo Anulare, il mio vecchio campo di pozzolana dell'Appio Quadraro con attiguo accampamento di zingari e, finalmente, il recinto della casa con tanto di minuscoli concorrentini, anfetaminici tifosini e gigioneggiante Liornino.

Un ledwall, e non più un plasma, campeggia nel giardino della casa ed è proprio all'aperto, sotto la pioggia che comincia a battere insensibile ad ogni stagione e alla salute di Liorni, che i tre finalisti son chiamati a comprendere che è tutto vero, che tra poco usciranno, che fuori c'è tutto un mondo pronto a fare qualsiasi cosa per un loro cenno di complicità, senza se e senza ma.

Trombe, trombette e coriandoli generano reazioni scomposte nelle due femmine, tra loro brilla Patrick che alla vista di gente che gli si professa amica grida un "ci sono amici miei" che fa capire quanto prima del programma tale ipotesi gli sembrasse irreale.

Strascichi d'imitazioni fan sì che ogni esternazione di Patrick sia in italiano sovietizzato e putinamente parodiato, ma quel che può Patrick non può PierFida la quale, per parecchi minuti, inaugura una parlata a metà tra Macario e i Fratelli Ruggeri, non avviando nel migliore dei modi le relazioni diplomatiche con gli spettatori dell'Est appena entrati anche televisivamente in Europa.

Liorni intanto, costretto dalla produzione e dall'importanza del momento, cade ingenuamente nella trappola metereologica riciclando l'abito usato per il matrimonio di Bruno anzichè uno qualsiasi dei maglioni girocollo delle prime puntate. Marco ha freddo e smadonna, il look con la barbetta incolta fa molto Fattoria, ma lo sguardo è sinceramente felice e soddisfatto.

Ce l'ha fatta anche quest'anno, ha resistito, nonostante tutto, forse anche nonostante me.

LA SETTIMANA

Gli ultimi sette giorni di bagordi sono documentati dall'ennesimo inutile video infarcito di cuscinate, secchiate, verniciate, infarinate, annaffiamenti, grattini, pomiciate e vomitate, tutto insieme, tutto senza freni, tutto addosso, generanti estremi esempi di body painting, tratto wharoliano e contemporary art di particolare interesse.

In tutto ciò Patrick, per un tempo imprecisato di qualche minuto, viene inibito da Tuikkipikkilikki al palpeggiamento della di lei ciccia e lui, giustamente, le chiede "in cosa son cambiato per non meritarmi l'inzainettimento", senza peraltro ricevere risposta.

Una che l'inzainettamento non l'ha mai negato a nessuno è invece Katy la quale, triste e malinconica, piange pensando alla vacanza che finisce, piange all'aperto guardando l'orizzonte, piange con Sery che ripiange guardandola attraverso il vetro, piange mentre si lancia baci con Sery, piange perchè sa che tutto sta per finire e purtroppo Asky è inesorabilmente piantanto lì fuori ad aspettarla.

PierFida pure è commossa, tanto commossa da sbagliare completamente il lancio del secondo video della settimana, quello che racconta di come gli autori, stanchi di girare sempre la stessa sintesi, abbiano delegato il compito ai tre concorrenti affidando loro una telecamera con la quale giocare. Succede così che invece di lanciarsi addosso i pezzi della telecamera e inzupparla nello champagne, Patry, Katy e Sery si cimentino nell'insostenibile arte delle imitazioni, prendendo per il @#%$ tutti i segati, a partire, ovviamente, dal segato principe. Ad imitare Asky non poteva che essere la sua dominatrice che vestita come la Bertè in Music Farm, si ascanizza in un "tu sei la donna della mia vita, sei robba mia, te sento mia" particolarmente vissuto e interiorizzato, il tutto senza sapere però che ora la donna della vita di Asky è una drag queen della Valtellina campionessa di canasta che si esibisce al Penthouse di Attilio ballando salsa e merengue in stile metrosexual.

Quando tutti si sono fatti le loro grasse risate ricordandomi quanto mi siano sempre state sul @#%$ le imitazioni, GiggiSabbani e tutti quelli da costui sdoganati al grido di "se ce l'ha fatta lui ce la posso fare anch'io", è il momento di liberare Caccopuzzo.

Dopo un sorvolabile filmato con il cane padre che doppiato da Bab si rivolge al figlio, l'uscita dalla casa di Rodolfo tra trombe e pacche di animalesche comparse è esperienza che il cane difficilmente dimenticherà e che nessun animalista mai condannerà.

Evviva allora la sincerità di mio suocero che nell'ultima discussione sulla caccia mi aveva improvvisamente illuminato con un "Nostro Signore ha fatto il tordo per esse sparato" sicuramente più apprezzabile e sincero.

TERZA KATIA
Ma le cose da fare sono tante e la passarella del cane rende concreta l'ipotesi di esser sfumati a beneficio dell'intervista di Belpietro al marito della signora Franzoni. PierFida alza la tensione chiamando la pubblicità con smorfie che le deformano il tiraggio facciale e al momento di rientrare in studio c'è Patrick che sempre sovietizzando evoca cecchini del KGB e prostitute dell'Est per la gioia dei sempre più euroscettici nuovi telespettatori europei.

Con un'imprevista accelerata, PierFida annuncia che il terzo classificato del GF4 è Katia.

Ora, su sta ragazza il dibattito con colleghi, lettori e conoscenti vari è sempre aperto, dal momento che registro una generale antipatia nei suoi confronti che non mi trova per niente d'accordo.

Katy ha avuto il merito di sublimare a livelli di genialità applicata ciò che quasi tutti coloro che han seguito il GF avrebbero voluto fare.

Lei è stata capace infatti di soddisfare tanto l'indole femminile preda degli ormoni, quanto quella maschile e/o femminile che dei tatuaggi del principe avrebbero fatto carne da macello.

La paninara Katy ha slinguato col nobile golfista, gli ha buttato le cosce intorno ai dorsali e poi lo ha trattato come un maggiordomo, usandolo a suo piacimento, illudendolo, ridicolizzandolo e tradendolo nei limiti del televisivamente tradibile, davanti a tutti.

Tutto ciò è stato fatto in maniera più spontanea e disinvolta della media, con una naturale, involontaria e contagiosa vis comica di rara reperibilità anche e soprattutto in chi di presunta comicità fa addirittura professione. Le immagini di Katy che col frustino in mano urla ordini al principe a quattro zampe o quelle di lei che conta e analizza i dettagli del vomito di Patrick sono flash indelebili, piccole schegge blobbabili all'infinito, gemme di televisione rese possibili grazie a lei. E a me tanto basta per ringraziarla.

ASKY E L'INCUBO DI CENTOCELLE

Dopo i pianti di circostanza è comunque il momento di togliersi il dente.

A piccole dosi, Asky viene reintrodotto dagli autori nei pensieri di Versacina e mentre Patrick va a pisciare cantando My way, una sfilata di patetici ipotetici parenti del principe in costume storico va in onda dalla suite.
Ma non è là che Katy riincontrerà Abercrombie.

"Ci sono le fave?" esclama preoccupata Katy entrando nel tugurio, "peggio, ci sono i lombrichi", risponde allusiva e vagamente offensiva PierFida, e tante metafore servono solo ad introdurre le ceppe oscillanti di tre e solo tre spogliarellisti del gruppo dei Centocelle Nightmare.

Riciclare, come detto, è la parola d'ordine, e come già successo l'anno scorso per Floriana, questi unti ragazzotti vengono ingaggiati per il finale della trasmissione, ma stavolta c'è un diversivo.

Colmo dei colmi, a Centocelle arriva un principe a fare il quarto spogliarellista e mentre si toglie la camicia con la grazia di un Gheddafifiglio che gioca a calcio, mamma Antonietta capisce che le porte del circolo della canasta le si stan per chiudere definitivamente.

Per colpa di Asky, il nightmare di condividere il proprio status col volgo è diventanto realtà.

Katy invece, che al volgo appartiene, ride imbarazzata e contenta, schiva da paccatrice consumata il bacio del golfista e avvia una divertentissima conversazione con l'ispanico tutto preso dal suo ruolo di guida e tutor circa le bellezze del momento e i rischi da evitare una volta fuori.

"Abbiamo fatto il boom, fuori è il delirio, per qualsiasi cosa resta col sorriso in bocca" dice Asky tronfio.
Il bello è che a dare tutti questi consigli è uno che di tutto quello che per colpa di lei è stato scritto e detto su di lui, è stato ferito solo dall'ipotesi di avere le orecchie a sventola.

KATY IN STUDIO

Katy esce con le solite scene di delirio e invadenza televisiva di aspiranti Paolini o Amici di Maria De Filippi e mentre la mia stima nei confronti di Sery subisce un down improvviso quando la sento cantare i Prozac + per rendere meglio la propria agitazione, Patrick indugia nello sparare freddure in fintorusso.

Per non esser da meno, PerFida, che è fine umorista, sottolinea il momento dicendo che in Russia sono tutte freddure, facendo calare il gelo (freddura pure questa, e che solo loro?). Intanto, tra coriandoli e palloncini, alla bionda valtellinese vengono giustapposte 4 ballerine magrebine e un suonatore di tarabuka, Katy non capisce, e mentre sta per chiedere "chi sono sti terroni", Liorni le comunica che ha vinto un viaggio in Tunisia facendole tornare il sorriso.

Dopo poco Katy arriva in studio e mentre Caroly pomicia con Romyna, le altre segate fanno a gara a chi la abbraccia per prima rubando l'inquadratura migliore. Vince Letjzya, seconda Eryka.

Per gli eliminati stasera ci saranno solo video belli e quindi quelli degli ultimi tre saranno tutti uguali (vedesi inizio paragrafo La settimana). Quel che è chiaro è che Katy, quando è entrata, non aveva la panza che le ha fatto venire Asky e che anche nel ruolo di personal trainer il principe ha fallito. Ma per Katy c'è anche il video con i maltrattamenti inferti al suo uomo e quando le parole zerbinismo e servo della gleba riecheggiano, la paninara si giustifica ricordando la pesantezza del soggetto ma assicurando che ora, sulla bilancia del suo cuore, con il suo precedente amore c'è anche Asky.
E chissà quanti altri.

VINCE SERENA

Ma è giunto il momento.

Sery è una botte di ciccia e pelo, Patryck vuole attendere il verdetto invitandola a sederglisi sul pisello, ma lei non solo non si inzainetta più ma neanche si impistoletta e, assisi su due sedie distinte, i due finalisti ricevono il responso del televoto.

Siccome PierFida è PierFida e tende per vocazione ad imitare il peggio dei suoi innumerevoli colleghi, la pausa che precede la proclamazione è più lunga di tutte quelle fatte da Amadeus, tutti sanno che ha vinto Serena da oggi pomeriggio e finalmente anche D'Urso ufficializza la vittoria della genoana.

Pianti, pianti, pianti, urla, urla, urla, lacrime, lacrime, lacrime.

Ciccina, piccina, piccioncina, cicciolina, pacciottina e altre cose del genere vengono rivolte dal secondo classificato più tranquillo della storia di tutti i secondi classificati il quale, forte della propria monegaschità, non rosica ma esulta e reagisce come quasi sicuramente avrebbe fatto anche in caso di vittoria.
Che jene frega a Patrick.

Suite o tugurio, bionde o more, Tommy o Asky, per lui son tutti uguali, lui stima tutti, si vedrà con tutti fuori della casa, lo ha promesso a tutti. Sery intanto piange sulla sua spalla e il giubbetto di Patrick in stile Escher confonde le sue linee in una pozza di lacrime e trucco.

PATRICK RABBIT

Quando Patrick esce dalla casa, una mosca gli balla sul naso attirandone pericolosamente l'attenzione. Lo spiaccicamento è cosa fatta ma PierFida si supera in demenza, ricordandogli che anche la mosca è un animale, magari un animale di @#%$ ma pur sempre un animale e pertanto non va spiaccicata. Perplesso Patrick abbozza. Perplesso guardo Victoria Silvstedt e tutte le sue cose che attendono Patrick nella suite.

Vestito da Roger Rabbit il secondo la guarda, fa oh-ho, dice due parole in inglese, lei fa ah-ha, si spoglia molto meno dei Centocelle Nightmare, si ferma dopo un guanto, lui le riguarda l'inguine, lei le guarda le mutande marroni probabilmente ancora chiazzate, lui rompe gli indugi e l'afferra sollevandola con difficoltà, palpandola con approssimazione.

Inzainettarsi la Silvstedt non è per niente semplice.
Finita la scenetta, con un quadro curiosamente dedicato al Monaco freschissimo finalista di Champions, Patrick si consegna alla folla che aspetta quasi solo lui.

Stropicciato oltremisura, con le mutande marroni quasi strappate, Patrick riceve in premio una moto.

"Non la so usare" dice tranquillo, e finalmente ho trovato un altro al mondo che non sa guidare il motorino. Poi dice le affinità...

Intanto la mia signora, distrutta dal sonno, cita la celebre frase pronunciata un anno fa da mio suocero al fischio d'inizio dei supplementari di Milan-Juve, finale di Champions: "io vado a dormì, tanto a me non me ne viene in tasca niente".

HOLLY

Quando Patrick arriva in studio è il trionfo, e di Serena per un attimo non si ricorda più nessuno.

E di Serena non si ricorda più neanche Patrick quando all'improvviso gli sbuca alle spalle quella @#%$ di Holly.
L'americana, la donna che gli aveva strizzato il cuore, quella che "ora restiamo solo amici", quella che era tornata in America a rifarsi un'altra vita, gli si para davanti con la faccia di chi non deve chiedere mai. E lui, sorpresa, vacilla, impapocchia qualche domanda in inglese, si dimentica di tutto, poi si riprende per un momento ed è salvato dalla pubblicità. Nel fan resta il timore che la sua prossima carriera in veste di qualsiasi cosa possa venir compromessa, in un rigurgito di servilismo della gleba, dal famoso pelo, per di più americano.

Il rischio che si tenti di esportare la democrazia anche a Monaco diventa alto.

LA FATINA

Sery è in casa da sola, a piangere e a parlare da sola, ma soprattutto a mangiare da sola.

Parliamone. Chiatta lo era pure all'inizio, ma i chili presi in tre mesi le impediscono di muoversi come un'aspirante amica di Maria De Filippi dovrebbe, le sise le escono fuori ad ogni sbalzo ma è soprattutto il @#%$ a non stare più nei jeans a vita troppo bassa e vederla camminare perennemente con le mani nelle mutande per reggersi il pantalone non è scena che si addice ad una vincitrice.
Anche perchè siamo nel bel mezzo di una favola e la signora Mangiafuoco nelle vesti di fatina la guida in un tortuoso percorso che la porterà a:

- sfregare una lampada con il deprecabile e poco geniale risultato di riesumare Fedro nelle vesti del Genio simpatico e ciccione e romano che le esaudirà il desiderio di vestirsi da principessa, ma con una scarpa sola;
- misurare i peli di Fedro e decretarne la trombabilità;
- materializzare davanti a sè la fatina, chiederle se è ancora in tempo per l'ultima puntata di Amici, e ricordarle di essere svenuta al suo cospetto allorchè fu scartata al provino;
- vedere esaudita la sua richiesta di partecipare in qualche modo ad Amici ora che è ricca e famosa;
- vedere un rospo in una scatola che se visto con la voce della De Filippi sovrapposta risulta molto più credibile del cane doppiato da Bab;
- tentare di afferrare il malcapitato rospo che per tutta risposta fa coccodè;
- baciare al fine il rospo completando l'ultimo e definitivo sopruso ai danni di animali che stavano per i cazzi loro e di partecipare ad un animal show non avevano nessuna intenzione;
- dire alla De Filippi che gli prometteva un bel principe azzurro "mi fido di te, che te c'hai gusto";
- ridare morale a tutto l'Est fin lì vilipeso esultando per la presenza di Kledi, il primo principe albanese mai visto in tv, che nel frattempo le porta l'altra scarpa;
- uscire dalla casa da vincitrice e da principessa, arrivare in studio baciando tutto lo studio, piangendo e ridendo, sempre con le mani nel @#%$, sempre coprendo toppe, mai nobile fino in fondo.

RINGRAZIAMENTI

E nella casa si spengono le luci.

E anche sul canale Sky restano solo gli ultimi affascinanti sms di qualcuno che ha scritto w Kty w sry, tvb a te, sl 4U, 4eva.

E' letteratura contemporanea, mi affascina, così come mi affascinava tre anni fa l'idea di prendere per il @#%$ lo spettacolo più inverosimile che avessi mai visto in tv, specchio fedele dei tempi e programma parallelo agli eventi, scrivendo cronache da rileggere un giorno, magari per ricordarmi di una guerra che iniziava o di un Sanremo che finiva.

Quando cominciai a fare le cronache del GF, mai avrei pensato di venirne così tanto coinvolto e di coinvolgere così tanto.

Al punto di dover ringraziare un sacco di persone.
Non ringraziare tutti coloro che mi hanno segnalato, che hanno lasciato commenti alle mie cronache e che mi hanno scritto in queste settimane riempiendomi di complimenti e critiche, sarebbe da cafone.

Non ringraziare pubblicamente Liorni per quello che ha fatto in una delle prime puntate, per l'intervista rilasciata e per i passaggi in radio, sarebbe grave.
Non ringraziare la mia signora e la mia signorina che mi hanno sopportato in questi deliri sarebbe sbagliato.

Pertanto, grazie a tutti.

Sono state "emozioni veri", davvero.