Tratto dalla Rivista Il Grande Fratello del 27 Novembre 2004 su segnalazione di Arcobes
ODE AL GRANDE FRATELLO
Di: Guido Genovesi
Nel mezzo del cammin del Grande Fratello
Mi ritrovai di colpo a scontar un bel fardello,
Non so ben ridir com'è che peccai
Ma posso dir di quello ch'in cor io provai.
Ancor lo rammento e dentro pur mi mordo
Chè in eterno della Casa serberò il ricordo
Il ricordo di Jonathan, spirito dolce e incline
A respirar dormiente le mie arie mattutine;
Quegli intensi momenti trascorsi sulla latrina
Il ricordo sconvolgente della piccola Catrina
Oppur la mia Rosy, donna coi calzoni,
e la lite di Alfio geloso di Tony;
Gli schiamazzi di Mary, stratega assai fina
Giovane di spirito, di corpo...mingherlina,
E l'amico mio Alessandro dal parlar per niente vano
Dai modi molto spicci, dal cuore assai toscano.
Ricordo pur Francesco e mi sento molto mesto
Chè forse dal G.F. è uscito troppo presto.
Ma ecco la mia Patty, scheggia un po' impazzita,
amante della casa, ma più amante della vita.
E ancor la bella Cinzia dal sorriso illuminante,
dal corpo statuario, dal seno soggiogante;
E infin che cosa dire di quel confessionale
Dove l'anima squarciai sia nel bene che nel male ?
Com'è triste rimembrar quel che in fondo è solo un gioco
Ed è più triste assai se nell'animo sei fioco.
Perché ancor non so quel che di me sarà
Se chi mi ha condannato poi mi perdonerà;
So sol che l'alma mia or canta, inneggia e gode
Nel potervi declamar questa mia umile ode.
ODE AL GRANDE FRATELLO
Di: Guido Genovesi
Nel mezzo del cammin del Grande Fratello
Mi ritrovai di colpo a scontar un bel fardello,
Non so ben ridir com'è che peccai
Ma posso dir di quello ch'in cor io provai.
Ancor lo rammento e dentro pur mi mordo
Chè in eterno della Casa serberò il ricordo
Il ricordo di Jonathan, spirito dolce e incline
A respirar dormiente le mie arie mattutine;
Quegli intensi momenti trascorsi sulla latrina
Il ricordo sconvolgente della piccola Catrina
Oppur la mia Rosy, donna coi calzoni,
e la lite di Alfio geloso di Tony;
Gli schiamazzi di Mary, stratega assai fina
Giovane di spirito, di corpo...mingherlina,
E l'amico mio Alessandro dal parlar per niente vano
Dai modi molto spicci, dal cuore assai toscano.
Ricordo pur Francesco e mi sento molto mesto
Chè forse dal G.F. è uscito troppo presto.
Ma ecco la mia Patty, scheggia un po' impazzita,
amante della casa, ma più amante della vita.
E ancor la bella Cinzia dal sorriso illuminante,
dal corpo statuario, dal seno soggiogante;
E infin che cosa dire di quel confessionale
Dove l'anima squarciai sia nel bene che nel male ?
Com'è triste rimembrar quel che in fondo è solo un gioco
Ed è più triste assai se nell'animo sei fioco.
Perché ancor non so quel che di me sarà
Se chi mi ha condannato poi mi perdonerà;
So sol che l'alma mia or canta, inneggia e gode
Nel potervi declamar questa mia umile ode.


